Fiore luce del sole profuma
Vento soffice pelle
ridere erba e felicità
mani toccano occhi profondamente
un bacio tempo respiro silenzioso
sguardo sole orizzonte
Fiore luce del sole profuma
Vento soffice pelle
ridere erba e felicità
mani toccano occhi profondamente
un bacio tempo respiro silenzioso
sguardo sole orizzonte
Sbuffando fumo nell’aria invernale
fiocchi di neve risplendono illuminati da una lanterna solitaria,
paiono frammenti di luna danzanti
il mondo, minuscolo grumo di polvere gira nell’infinito spazio del cosmo
la bellezza appare delicatamente tessuta in ogni cosa…
vicino il gorgoglio di un fiume che pare dire:”Sono felice.”
Io neonato
Io bambino
Io adolescente
Io adulto
Io anziano
Niente di tutto ciò appaio
oltre il tempo
oltre lo spazio
pulsante di forza
sano
non ho nome
non ho centro
sono tutti i centri
l’unico essere in tutto l’universo
mi concentro e mi esprimo
da ogni luogo ed in ogni luogo
sono l’onda di un orgasmo continuo
che attraversa pulsante di gioia ogni attimo l’intero uni-multiverso
sono più concreto di una pietra nella tua mano
e più rarefatto del vuoto in un esperimento in laboratorio
Al di là delle parole
parlo attraverso il silenzio
il vento è il mio respiro
il tempo non esiste
salto di eternità in eternità
futuro o passato, sono sempre presente
l’elisir della più elaborata alchimia
e la sostanza più puzzolente di questo universo
coloritore di sogni
addetto alle pulizie dell’invisibile
conditore di insalate di note musicali
cavalcatore di fasci di luce
domatore di batteri
punto.
Guardando nella profondità dell’essere umano, vedendo il suo infinito stupire, ma anche la mediocrità a cui ci aggrappiamo con infinita tenacia, negando la potenzialità infinita che siamo, da far fiorire il bello, amati dall’amore. Uno schifo mi sovviene per questa condizione, droghe, musica, sesso, notti passate a cercare un significato di questo effimero chiamato vita, vedendo una persona, parlare con lei, scambiarsi sorrisi, nutrirsi per un attimo di questa scintilla, dimenticare nel turbine di droghe, ballo e bassi, corpi che si strusciano, baci, lingue e sesso in un qualche squallido bagno… ma qualcosa in profondità si è riconosciuta in quest’unicità affiorata per un attimo, e non si metterà pace e agita l’animo inquieto, che continua a cercare, salta di donna in donna, pensando di trovare, ma in realtà perde… Naufraghi della notte, narcotomani del Bello chimicamente imitato, estasi, ancora, sesso, lingue che si incontrano su un dance floor, e il giorno dopo svegliarsi con qualcuno che non si conosce, che si veste e saluta, un dolore nella testa, il corpo flaccido e drenato della sua vita, i bassi che rimbombano in testa, e un vuoto, ancora quel vuoto, l’ennesimo tentativo di colmare quel vuoto… ha lasciato solo vuoto, e la ruota si gira, e continua, continua, continua, chi sa, chi sa, forse un giorno troverà.
Con ogni respiro mi trasformo.
La superficie di un torrente d’acqua limpida
infiniti colori si riflettono e giocano
non so chi sono,
ogni attimo un altra infinita faccia
di ciò che è privo di volto.
Camminando per la strada senza identità. Mi coloro del mondo. Il viola, il marrone e il rosso dei vestiti si riflettono in me, il tramonto mi dipinge d’estasi e il fiume che scorre scorre in me. I rumori delle macchine non trovano ostacolo, la mente è limpida, la confusione si è deposta sul fondo. Sento i profumi dei gas di scarico. La confusione si erge mentre due occhi mi guardano dalla superficie dell’acqua. E mi dissolvo nuovamente pace nel cuore, riflessi sull’acqua e dimentico il passato, vedo il futuro, figlio del passato dissolversi in un respiro di questo eterno presente.
La più grande poesia è questa: .
Fantasmi come uccelli
appollaiati su alberi spogli
ululando il rumore del vento.
in un paesaggio d’autunno e di nebbia
una distesa attraversata da rotaie solitarie.
un treno pieno d’uomini
alla ricerca di un amore perduto,
all’orizzonte la promessa lontana
in una porta di luce dorata.
Crevalcore, Crevalcore, Crevalcore
fluttuava una voce nell’aria…
un onda, la disperazione,
da cima a fondo del treno
pianti urla e l’orizzonte ancor più lontano,
si aprì una finestra nel mondo
di donne, piacere, orgasmo.
un orgia e il tutto cambiò,
si colorarono le spoglie del mondo,
da molti divennero uno
ricevendo lo splendore della vita
nel ricettacolo che erano i loro corpi.
il bacio è uno
il mondo è una moltitudine
la moltitudine del mondo si fonde in un unico bacio
il bacio è uno
diverso ogni volta
… nell’intimità un singolo bacio
la miriade delle forme
si unisce in un unica sinfonia
tramite un bacio dato in allegria
in un attimo… un bacio
un bacio unisce
ció che pare diverso
nella profondità di quell’attimo danza l’universo
si fonde il mondo
la miriade delle sue forme
nella magia di un attimo chiamato bacio
un bacio è un regalo
che ricorda fremente
che nessuno è solo
nell’attimo ardente
un bacio dato con amore
ricorda del mondo il dolce sapore
un bacio dato per discordia
ricorda del mondo l’amara memoria
cogito ergo sum
basio ergo amo
descrivere la sinfonia di un bacio
è come svuotare l’oceano con un cucchiaio
alzati dalla tua sedia e vedi per te stesso
un bacio:
quattro labbra
due lingue
si fondono
il desiderio erotico rinchiuso in un bacio
è il desiderio di fusione in un unico cuore palpitante di gioia
il bacio esprime
il desiderio dell’eros
unisce e crea
il piacere del mondo
un bacio è bello
l’eccitazione di un bacio
l’eccitazione del mondo
le mille parole che descrivono un bacio
sono nulla a confronto
dell’attimo in cui si incontrano le labbra di due innamorati
non stare qui a leggere parole inutili
alzati e vai a baciare qualcuno
cos’è un bacio?
non lo so.
la profondità del suo attimo
è avvolta nel mistero
bacia e fai ciò che vuoi
se in un bacio il mondo sparisce
allora è l’amore che unisce le vostre labbra
un bacio può cambiare il mondo
parlare d’amore
o di un bacio
è come spiegare l’acqua, a chi non l’ha mai vista
ama + e + fai + ciò + che + vuoi = 1 bacio
1 bacio – ( e + fai + ciò + che + vuoi) = ama
ama + ciò + che + vuoi = 1bacio – ( e + fai)
l’algebra ancora non ha spiegato l’amore
in un bacio il mondo si mostra per ciò che è … amore
Un bacio, l’indefinibile porta nascosta per l’uno
Un bacio è quello che è
amore, ciò che unisce e ciò che separa un bacio
l’amore crea e distrugge il bacio.
il bacio è Il desiderio dell’altro
Il bacio è il desiderio di unirsi con l’altro
un bacio separa l’amore dalla solitudine
per essere felici, regala la felicità.
un bacio, l’indefinibile armonia, l’immagine di una sensazione priva di separazione, di una sensazione dell’immenso in un fiocco di neve.
un bacio, dire ciò che non può essere detto
Le disse ciò che non poteva dirle attraverso un bacio.

Lascio casa dei miei amici e mi accingo a raggiungere la vecchia cremagliera che mi porterà a vedere una cattedrale in cima a una collina.
Pedalo su una vecchia graziella, elegante signora, attraverso nuvole di smog e boschi di semafori e macchine.
Viaggio in una vecchia cremagliera del 19. secolo. Si sente la leggera vibrazione degli ingranaggi mentre si snoda lentamente su per la collina, lascio la città dietro di me e mi immergo in un verde, presagio della natura che circonda la città.
Dalla cupola della cattedrale si vede tutta la città e i dintorni e noto che l’aria che si respira a Torino è l’aria d’alta montagna. La mia testa è leggera, mi pare di perdermi vagando nella dolce illusione, vedo elementi cinesi apparire nella nebbia che permea l’aria sopra la città. In cima alla cattedrale una sensazione di amorevole gioia mi avvolge, non mi pare un luogo cristiano, pare un monastero taoista in cima alla montagna di Kun Lun, sento praticare l’arte della spada, gli echi dei colpi, di mani che si incontrano tramite la forza, gridi di guerra e pace si diffondono per la nebbia che tinge di misterioso e accarezza la mia pelle. L’aria è delicata, un vento dalle montagne gioca con i miei capelli, è fresco, si sentono pochi rumori, qualche macchina che passa, qualche turista, uccelli che cantano. Nella natura che circonda questo luogo si intravedono i primi colori caldi che l’autunno dipinge sulle foglie. La solitudine e il silenzio mi nutrono, l’inutile si perde e gemme preziose brillano attraverso un fiume che passa. In eterno cambiamento mi ritrovo in un punto fermo, vedo il mondo come cambia, le parole si disfanno, tutto si dissolve. Poi guardo l’orologio, sono quasi le 6, la basilica sta per chiudere, raccolgo le mie cose e scendo per le scale a chiocciola e ritorno al rumoroso mondo della città… stasera si mangia pizza.
Chiudere…
Tu sei diverso. Ti comporti diversamente, parli diversamente, hai altri valori.
Nella tua diversità non mi riconosco.
Ciò che non conosco non lo posso prevedere.
Ciò che non posso prevedere non lo posso controllare.
Su cosa non posso controllare non posso esercitare il mio potere.
Quindi tu sei diverso, tu mi fai paura.
Tu mi fai paura, quindi devo difendermi da te.
Tu vieni qua, nella nostra terra, bla, bla, bla, bla…. te ne devi andare, o ti devo eliminare.
Come dissero in tempi antichi, ciò che nasce dalla paura finisce nella distruzione, D’oh!
Aprire…
Tu sei diverso. Ti comporti diversamente, parli diversamente, hai altri valori.
Nella tua diversità vedo nuovi orizzonti da scoprire.
Ciò che non conosco in te, mi farà scoprire altre dimensioni in me.
Ciò che non posso prevedere mi darà nuove emozioni.
Ciò che non controllo mi cambierà attraverso una nuova danza.
Tu mi incuriosisci, mi apro al nuovo, allo sconosciuto, ti accolgo a braccia aperte.
Tu vieni qua, mi offri l’onore della tua presenza, mangiamo, beviamo, balliamo insieme.
Come dissero in tempi antichi, ciò che nasce dal apertura finisce nella creatività, D’oh!